Centro Nazionale Studi sul Jazz - Arrigo Polillo

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Centro Nazionale Studi sul Jazz - Arrigo Polillo

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Centro Nazionale Studi sul Jazz - Arrigo Polillo

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Il Centro Nazionale Studi sul Jazz, sezione Ricerca della Fondazione Siena jazz, è il primo fondato in Italia nel suo settore e di gran lunga il più importante, completo e attivo, come dimostrano la consistenza del suo Archivio ed il suo utilizzo. Con la sua fondazione, il Centro è rivolto alla conservazione e trasmissione dello straordinario patrimonio culturale legato alla musica jazz, con particolare riferimento al jazz italiano.

La storia

Il Centro Nazionale Studi sul Jazz Arrigo Polillo, oggi diretto da Francesco Martinelli, è nato il 21 maggio 1989 grazie alla generosa donazione della famiglia Polillo, una grande raccolta comprendente dischi e materiale cartaceo accumulata in decenni di attività da Arrigo Polillo, co-fondatore, caporedattore e poi direttore della rivista italiana Musica Jazz per quasi quarant'anni.

Intorno a questo fondo, e grazie alla sensibilità di altri importanti donatori, si sono raccolte nuove grandi collezioni: quella di Pino Candini, successore di Polillo alla direzione di Musica Jazz, quella di Giuseppe Barazzetta, amico di Siena Jazz il cui sostegno all'Archivio svolge una funzione essenziale di guida e orientamento, e le donazioni di tanti altri critici, appassionati, collezionisti e produttori.

Originatosi in America all'inizio del 1900, il jazz è diventato linguaggio mondiale, grazie alla sua capacità di assimilare nuove influenze e tradizioni, e grazie alla nuova forma di "diffusione orale", rappresentata dalla registrazione sonora, cui il jazz è indissolubilmente legato. Il jazz italiano, in particolare, si sta affermando a livello europeo e mondiale come una sintesi originale di espressioni tradizionali (lirica, tradizioni popolari) e l'Archivio del Centro rappresenta il naturale deposito della sua memoria storica. Le attività in corso, con il completamento della schedatura e l'arricchimento delle collezioni, mettono a disposizione degli studiosi ed appassionati una risorsa insostituibile, di livello internazionale.

La struttura e l'archivio

Il Centro Nazionale Studi sul Jazz Arrigo Polillo è divenuto pienamente operativo nel 2001. Da quell'anno, l'ampliamento ed il restauro dei locali, dotati di nuove e confortevoli stazioni di lavoro, hanno permesso di ospitare nuove librerie e scaffali per la conservazione e la consultazione delle opere di riferimento maggiormente usate dagli operatori, come la più recente Discografia Generale del Jazz, curata da Tom Lord e pubblicata in 24 volumi più gli indici, e l'autorevole New Grove Dictionary of Jazz.

Il Centro dispone di numerosi computer, dotati di una scheda audio professionale, collegabili ad apparecchi capaci di leggere tutti i supporti - analogici e digitali - presenti nella vasta collezione dell'Archivio: un piatto Garrard 401 con braccio SME e testina Shure per i 78 giri e uno Linn per i 33/45 giri, lettori di Cd, un Nakamichi Dragon per le cassette, apparecchi per i vari formati video e nastri in bobina.

Malgrado l'evoluzione digitale, sono i dischi a 78 e a 33 giri che hanno costituito l'oggetto della passione per generazioni di jazzofili, ed ancor oggi destano molta curiosità. Il Centro offre ai musicologi ed agli studenti dei corsi di Siena jazz il servizio di acquisizione e trasferimento su supporto digitale, con restauro sonoro, di quelle registrazioni non più disponibili sul mercato discografico, senza che i preziosi supporti originali rischino il danneggiamento.

Per fornire ai visitatori l'esperienza "fisica" dell'ascolto di supporti sonori ormai obsoleti, l'Archivio è oggi dotato non solo delle più avanzate attrezzature digitali ma anche di esemplari "storici" di giradischi acustici e di macchine a cilindri di Edison, la prima forma di registrazione sonora che molti non hanno nemmeno mai visto rappresentata.

Per le esigenze specifiche dello studio musicologico, è stata inoltre attrezzata una postazione d'ascolto nella quale i visitatori possono ascoltare la versione digitale di tutto il materiale presente nelle collezioni, avendo a disposizione, fra l'altro, di un software professionale di editing digitale che permette di ascoltare sezioni specifiche di un brano, rallentando la velocità o amplificando un dettaglio.

Materiale presente

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